IL 2020 DEL CALCIO: TRA DISGRAZIE E RECORD

Dall'infortunio di Zaniolo alle morti di Maradona e Rossi, passando per il COVID

Siamo agli sgoccioli del 2020. Un anno rivelatosi complicatissimo, per il nostro sport di punta, prima, durante e dopo il virus che, in una parola, sintetizza il 2020: COVID.

Nessuno poteva immaginare che saremmo finiti ad avere un mondo stravolto; nessuno si poteva immaginare un blocco improvviso del campionato, con annessa ripresa appena finita la quarantena e con atmosfere surreali di stadi chiusi; nessuno poteva immaginarsi tante perdite vip, in quest'anno da dimenticare.
Eppure tutto è accaduto. E noi, per sdrammatizzare, abbiamo deciso di dedicare a questo periodo interminabile, una classifica degli eventi più particolari nel calcio del 2020.

L'infortunio di Zaniolo e i primi allarmi Covid
I primi allarmi scattano ad inizio anno solare: la Roma ospita la Juventus, la quale ha l'obbligo di vincere per conquistare il titolo d'inverno, approfittando del passo falso dei rivali nerazzurri.
Durante la partita, la Lupa perde uno dei pezzi più pregiati: Nicolò Zaniolo, infatti, si scontra due volte con  la retroguardia, nello specifico prima con De Ligt e poi con Rabiot. Lo scontro è fatale al suo match, in quanto cadendo si rompe il legamento crociato anteriore.
Non tornerà fino a settembre, quando s'infortunerà di nuovo durante una partita con la Nazionale Italiana e dovrà saltare praticamente l'intera stagione 2020-2021.


E da lì si capisce che sarebbe stato un anno difficile, sia per il calcio sia in generale nel mondo VIP: due settimane dopo, infatti, scompare Kobe Bryant, vittima di un incidente nel suo elicottero assieme alla figlia. Un incidente già previsto da I Simpson due decenni fa, e che scuote l'intero mondo del basket, soprattutto i Lakers, squadra con cui ha militato per 20 anni, ma anche il mondo del calcio, in quanto Black Mamba era tifosissimo del Milan (vedi il ricordo del Milan qui: 
https://tribunasprint.blogspot.com/2020/01/ibra-colpisce-ancora-il-milan-rimonta.html).




E dopo ciò, ecco che arriva gradualmente la Pandemia di COVID-19: all'inizio si pensa fosse una semplice influenza, ma poi Zingaretti, uno dei rassicuratori, risulta positivo, e da lì la situazione precipita, dappertutto.
Il mondo del calcio cerca di organizzarsi, e nel frattempo, in data 25 febbraio, rinvia quattro partite, sia tutte quelle delle 15:00, il il posticipo delle 20:45.
A inizio marzo, con la Lombardia nel frattempo ermeticamente chiusa e con essa le scuole di tutta Italia, la FIGC decide di far giocare tutte le partite a porte chiuse, e rinvia nel frattempo il Derby d'Italia, in attesa di una decisione.
Con l'incombenza del D.P.C.M. che fa scattare il terribile lockdown nazionale, la FIGC dispone il recupero del Derby d'Italia all'8 marzo, e dopo ciò cristallizza il campionato fino al 22 giugno, nonostante le polemiche di alcuni tifosi che volevano la sospensione definitiva fino a fine agosto.

Le morti VIP ed i primi verdetti del calcio

In pieno periodo lockdown, con la fine prorogata per oltre 2 mesi, il mondo VIP è scosso da molte morti: i primi a farne le spese sono Gianni Mura, storica firma de La Repubblica, e Joaquin Peirò, idolo di Inter e Roma.
Tra aprile e luglio le scomparse VIP sono di personaggi molto conosciuti: scompaiono, tra gli altri, Donato Sabia (corridore), Sandro Petrone (giornalista tv), Ezio Bosso (direttore d'orchestra e pianista), Claudio Ferretti (radiocronista), Luigi Simoni (allenatore Inter dal 1997 al 1998), Ennio Morricone (compositore) e Sergio Zavoli (scrittore e giornalista RAI).


Al di là di ciò (anche perché non vorremmo che pensaste che noi siamo un blog di necrologi, quando invece siamo favorevoli alla vita), l'Italia fa i conti pesanti con il COVID per tutto aprile e per metà maggio: il calcio italiano si concentra sugli stipendi non pagati, trovando un valore di 2.500.000 € di costo per soltanto un procuratore; Euro 2020 e le Olimpiadi di Tokyo vengono rinviati al 2021, facendo intendere che il campionato e le coppe riprenderanno, e cosi è. Dal 12 al 17 giugno si gioca la Coppa Italia, vinta dal Napoli per la terza volta in 8 anni; il 24 giugno riprende la Serie A, con i 4 recuperi delle partite non disputate a marzo.



E da lì, un estate calcistica, tra Serie A, Serie BKT ed i playoff/playout della Serie C. Il Benevento emana il primo verdetto della stagione, vincendo la Serie BKT con 8 giornate d'anticipo e conquistando la promozione in Serie A; in essa, a contendersi lo scudetto, con partite giocate ogni 4 giorni, sono Atalanta, Inter e Juventus (capolista). I bianconeri conquistano aritmeticamente il loro 36° scudetto a tre giornate dal termine, in quanto la vittoria con la Samp ed i pareggi dell'Inter contro Roma e Fiorentina la proiettano a +7, rendendo ininfluenti i risultati delle successive 2 giornate. Il resto della classifica è stravolto: se la Lazio crolla contro squadre nettamente minori, il Milan diventa imbattibile, conquistando 0 sconfitte dal 29 giugno ad oggi. 



A darsi battaglia per la salvezza, dopo i tranquilli posizionamenti di Cagliari e Torino, delusioni stagionali, sono Genoa e Lecce, con i cammini di Brescia e SPAL già segnati ad inizio luglio dalle pesanti sconfitte con Atalanta e Inter.
I genoani inanellano la loro terza salvezza al fotofinish consecutiva, allorchè battendo il Verona e approfittando della contemporanea sconfitta dei pugliesi contro il Sassuolo, restano ancora in massima serie.
In B, invece, succede di tutto: a far compagnia ad un deludente Livorno, in zona rossa, ci sono a concorrere 8 squadre: le date per spacciate Cosenza e Ascoli fanno una sorpresa a Juve Stabia, Perugia e Pescara, con la prima che finisce addirittura dietro al Trapani, mentre le altre due finiscono ai playout, che arridono agli abruzzesi. Infine, ad emergere in A dopo i playoff è un inaspettato Spezia, che conquista la prima ma non prima promozione.

Champions, mercato flash e nuove disgrazie

Concluso il campionato, ripartono le coppe europee: Juventus, Napoli e Atalanta in Champions, Inter in Europa League. E se le prime si fermano agli ottavi (con i bianconeri che, per effetto, esonerano Sarri per Pirlo), la Beneamata va spedita verso la finale, restando imbattuta in tale competizione. Alla finale, raggiunta dopo 22 anni, trovano il Sevilla: se al 5' si pensa che l'impresa fosse compiuta, De Jong e Suso rimontano, vincendo il trofeo e compromettendo il destino di Conte, che viene raddrizzato col mercato (vedi qui: 
inter affamata di mercato, 17092020).


Per il mercato c'è poco tempo, dato che il 21 settembre riprendono tutti i campionati: se a inizio stagione si pensa di poter aprire gli stadi, con un massimo di 1000 spettatori, a metà ottobre si torna alle porte chiuse, dato che i contagi sono oltre 10.000, mai pensati di raggiungere.
Tra novembre e dicembre, inoltre, ecco nuove morti da segnare nell'albo nero: il 2 novembre scompare Gigi Proietti, che aveva da poco compiuto 80 anni; il 25 novembre, con la stessa sorte ed in maniera improvvisa, ci lascia Diego Armando Maradona, con seguiti che lasciano scalpore sia in Italia che nei giornali di gossip; infine, l'11 dicembre cade Paolo Rossi, idolo di Vicenza e, soprattutto, Juventus. E queste sono solo poche disgrazie, di questo maledetto 2020.


Gianluca Scanu

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