L'uomo Champions dell'Inter: Davide Frattesi, dal possibile addio alle notti magiche in nerazzurro
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Un colpo di scena al 99', una firma d’oro sulla storia dell’Inter. Tra sofferenza e gloria, il centrocampista ha regalato un’emozione irripetibile. San Siro esplode, il sogno Champions prende vita. Monaco di Baviera attende il nuovo eroe.

Di Gianluca Scanu
"Oops, I did it again", s'intitola uno dei primi successi di Britney Spears. 5 parole che riassumono quel che ha fatto ieri sera Frattesi nella partita più importante della stagione nerazzurra. Siamo al 9' dei supplementari, il tabellone di San Siro recita: Inter 3-Barcellona 3. Lo stadio ci crede, dopo il gol di Acerbi che ha riaperto le speranze in una partita che sembrava già decisa, è traboccante di adrenalina, mancherebbe solo quel gol che aprirebbe la strada verso Monaco. Quella Monaco in cui l'ex Sassuolo fece il primo miracolo stagionale, segnando il 2-1 contro i monegaschi che contribuì alla qualificazione in semifinale. Coi blaugrana, la squadra forse più temibile del momento, il romano si consacra l'Uomo Champions dei nerazzurri. Un vero e supereroe, che nella buona o cattiva sorte, iscrive il suo nome nella storia, sia dell'attuale stagione nerazzurra, sia della Champions in corso.
L'azione della storia
Finta, aggiustamento del pallone dal piede destro a quello sinistro, e diagonale di collo piede da destra al palo sinistro su cui Szczesny deve arrendersi. Un lampo nel buio della tensione, che sentenzierà il definitivo 4-3 valente il pass per la finale. È il culmine di una serata incredibile, un'esplosione di emozioni che ha travolto tutti: compagni, tifosi e lui stesso. "Non so cosa dire", balbetta davanti ai microfoni, Anzi, sono fortunato ad aver finito la partita perché ho urlato talmente tanto che alla fine vedevo tutto nero... Ma oggi devo ringraziare i fisioterapisti, l'altro ieri mi ero stirato un po' all'addome e abbiamo fatto un lavoro incredibile per esserci. La vittoria e il gol li dedico a loro". Solo domenica, Frattesi aveva accusato un problema muscolare all'addome, una minaccia seria per la sua partecipazione a questa battaglia calcistica. Ma con dedizione e un incredibile lavoro da parte dello staff medico, il sogno è rimasto vivo. E quando è entrato in campo, ha dato tutto, fino all'ultimo secondo.
E' incredibile...
"Non so che dire, pensavo di non poter ripetere una cosa del genere a livello di emozioni, stasera è successo l'incredibile. Un gol così come quello di oggi fa parte della mia carriera. Non è che mi è stato dato questo talento... Ma sono sempre stato l'ultimo a mollare e il primo a crederci. È un premio all'impegno e alla dedizione", continua, "Sono subentrato ma è come se avessi giocato fino a quel momento per come l'ho vissuta con i compagni dalla panchina, mai fermi. Ho giocato davvero 120 minuti". La sua resistenza fisica e mentale ha portato l’Inter a Monaco di Baviera, là dove si giocherà il trofeo più ambito d’Europa. "Dopo Monaco pensavo di non poter riprovare un'emozione simile, ma è successo di nuovo", ammette.
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