UNA MAGLIA, UNA MALEDIZIONE: I 10 CHE HANNO INDOSSATO LA 9 DEL MILAN, FALLENDO MISERAMENTE

Un decenno di fame sportiva soddisfatto pochissimo: dopo Pippo Inzaghi, ecco chi ha indossato la numero 9 del Milan, fallendo

Dalla fama all'infamia (sportiva, s'intende) si passa in poco tempo. Il Milan, nell'ultimo decennio, ne ha saputo qualcosa, dopo aver conquistato tutto quel che doveva negli anni 90-2000, ed è riuscito a scrivere una pagina storica nel calcio italiano. Una pagina misteriosa, senza esclusione di rimpianti e sorprese.

Ha inizio tutto il 13 maggio 2012. Si gioca, al Meazza, la partita Milan-Novara. I rossoneri, ormai privi di obiettivi da raggiungere e privati tra le polemiche dello scudetto dalla Juventus, vincono 2-1.
Ma la partita non ha senso per la classifica, quanto per essere l'ultima di Nesta, Seedorf, Gattuso, Zambrotta, Van Bommel, e soprattutto Superpippo Inzaghi. Quest'ultimo, segnando il 2-1 definitivo, darà inizio alla maledizione più lunga e clamorosa che il calcio italiano possa raccontare.

Il declino dell'era Galliani
La stagione 2012-2013 è quindi una stagione di totale rinnovo per i rossoneri: agli addii della vecchia guardia, si aggiungono anche le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva al PSG. Dopo essere andati vicini a portare Tevez in rossonero, ecco che un'intromissione di Barbara Berlusconi, figlia del patron e compagna di Alexander Pato, porta a far saltare l'accordo e a mantenere a Milanello il brasiliano.
Vabbè, che sarà mai, dopo 4 anni conditi dalla vittoria di scudetto e Supercoppa Italiana, non ci dovrebbero essere problemi.
E allora, il brasiliano sceglie la maglia numero 9, che fu non solo di Inzaghi, ma anche di Weah, Van Basten, Altafini e Nordahl.


Del papero fuoriclasse non c'è traccia, e a causa degli infortuni e i gossip extracalcistici con Barbara non riesce a replicare le magie degli scorsi anni. La squadra, che aveva puntato tutto su di lui, sprofonda in classifica, e Allegri (che evita di poco l'esonero grazie ai gol di El Shaarawi e Balotelli) decide a gennaio di accantonarlo, con la dirigenza che lo cede al Corinthias. Da lì, il brasiliano inizia la sua parabola discendente, con tanti rimpianti.
Si pensa fosse un errore marginale, e invece la stagione successiva le pretese di Allegri si alzano.


Acciughina, difatti, vuole un ariete per sostituire l'infortunato Pazzini nel tridente con El Shaarawi e Balotelli.
Il duo Galliani-Braida aspetta fino al 31 agosto per portare a termine la missione, e lo fa riportando a casa Alessandro Matri.
Mitra, dopo la vittoria di due scudetti e una Supercoppa con la Juventus, si pensa essere l'uomo giusto per la numero 9.
E invece no. Il mitra spara solo un gol, nella sconfitta di Parma a ottobre. La squadra sprofonda di nuovo, e nonostante la cessione in prestito alla Fiorentina di Mitra, non riesce a risalire, tanto neanche l'arrivo di Seedorf (allora militante nel Botafogo in Brasile) riesce a risollevare i rossoneri ,finiscono ottavi e mancando l'Europa.

Cambio di guardia
Dopo la fallimentare stagione 2013-2014, ecco che il Milan attua una nuova rivoluzione. Innanzitutto, ecco il grande ritorno di Filippo Inzaghi, stavolta come tecnico.
Poca esperienza, ma tanto entusiasmo, e una campagna acquisti folle che vede gli acquisti di Diego Lòpez, Menez, Alex, Bonaventura, Cerci, e soprattutto di Fernando Torres.
Il fuoriclasse ex Atletico, Liverpool e Chelsea, è in cerca di riscatto, e accetta il trasferimento ai rossoneri, scegliendo la maglia numero 9.
Si pensava di esorcizzare la maledizione? Sbagliato. Lo spagnolo segna un solo gol, di torsione a Empoli, il tutto in 10 presenze.


Viste le pessime prestazioni, il condor Galliani lo cede a gennaio all'Atletico Madrid, optando per il giovane Mattia Destro della Roma.
Resosi famoso per la meme sulla fase finale della trattativa, il ragazzo scuola Inter, che sceglie la 9 lasciata da Torres, deluderà pesantemente, segnando solo 3 gol in 15 presenze.
La squadra finisce addirittura decima, scavalcata di nuovo dal Torino, e ciò comporta l'addio di Inzaghi, Galliani, Braida e Tassotti.
Per l'anno nuovo, ecco che si punta su Mihajlovic in panchina e su un colombiano in attacco: Luiz Adriano, dalla Dinamo Kiev. Il brasiliano indossa la 9, e se l'inizio è convincente (gol al Perugia al Meazza in Coppa Italia), il resto è un disastro: da lì, infatti, segnerà solo altri 3 gol, prima di prendere la numero 7 lasciata da Mènez.

Lenta rinascita
Nell'estate 2016, ecco che arriva il nuovo assetto manageriale: Youngohn Li succede a Silvio Berlusconi alla presidenza; il nuovo allenatore, dopo il disastro di Mihajlovic e Brocchi a seguire, è Vincenzo Montella, mentre per la 9 viene scelto il capocannoniere della Serie B Lapadula.
Nonostante la conquista della Supercoppa Italiana contro i pluricampioni della Juventus, l'italoperuviano non riuscirà a ripetere le magie della passata stagione, venendo quindi ceduto al Genoa a giugno.
In estate, tuttavia, i rossoneri sognano così tanto da portare a Milanello Bonucci,  Kalinic e André Silva, che sceglie la 9. Il portoghese, ex Porto, segnerà solo due gol, e assieme all'ex viola sarà protagonista dell'ennesimo disastroso anno rossonero, condito dall'esonero di Montella per Gattuso. Nell'estate 2018, ecco che la proprietà cambia di nuovo: a succedere a Li, arriva la Elliott Management Corporation.


L'acquisto che fa più clamore, complice l'arrivo a Torino di CR7, è quello di Gonzalo Higuain.
Il pipita, sicuro di sé, sceglie la famigerata 9. E l'inizio sembra essere promettente, con un gol al Chievo.
Ma la magia finisce la notte dell'11 novembre: al Meazza c'è il superclassico contro la Juve. Il Pipita ha l'occasione un rigore. Ma ecco che fallisce sul palo e con un rosso all'83' per proteste, finendo in prestito al Chelsea di Sarri.
A settembre, quindi, a vestire la 9, è Krystzopf Piatek. Dopo 6 mesi, nella nuova stagione con Giampaolo fallisce, finendo ceduto all'Hertha Berlino.
Dopo un anno, la 9 viene scelta dall'ex Juve Mandzukic. Si pensa fosse l'uomo giusto per lo scudetto, che però, causa anche l'infortunio di Ibra, non arriva. L'ex Juve comunque s'infortunerà, segnando 0 gol perora. Sarà ad agosto in grado di far valere i soldi spesi e la storica maglia?

Gianluca Scanu 

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