30 ANNI FA: LA SAMP DELLO SCUDETTO. COM'E' SUCCESSO? CE LO RACCONTANO I CAMPIONI E LE STATISTICHE

Tanti simboli lanciati dai blucerchiati: dalla B alla Champions in un decennio, passando per tanti trofei
Sampdoria. Fusione di due squadre, l'Andrea Doria e la Sampierdanese. La seconda squadra di Genova, ottenuta dalla fusione delle seconde squadre di Genova, ha compiuto negli anni 80 un'ascesa che l'ha portata ad essere la rappresentante della città ai massimi livelli (Serie A, Coppa Italia e anche Coppa delle Coppe). Una storia lunga un decennio, che parte dagli abissi della Serie B (con quel nono posto che brucia ancora oggi, e che significa il fondo della storia doriana) e arriva agli apici tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90.
Tutto questo grazie a un gruppo fenomenale, ad un'evoluzione straordinaria, e ad una stagione da incorniciare, contro ogni pronostico. Ma chi è che ha fatto la storia? E come l'ha fatta? Andiamo a vedere.
Un'era diversa e un cammino straordinario
L'estate 1990 si apre con favorito il Napoli campione in carica, con Milan, allora guidato da Arrigo Sacchi, Inter, Juventus (guidata da Gigi Maifredi e dai gol di Roberto Baggio) e Roma insignite di buone aspettative.
A partire meglio sono i rossoneri, ma gli unici inseguitori sono il Pisa di Mircea Lucescu e la Sampdoria di Boskov.
Alla quinta giornata le sorti cambiano: i toscani vengono risucchiati a metà graduatoria, lasciando i doriani come veri e propri inseguitori.
Grazie a Toninho Cerezo, infatti, i doriani passano a San Siro per 1-0 si portano in testa alla classifica
I due sono peraltro artefici di una storica vittoria al San Paolo contro il Napoli campione per ben 4-1, dove Mago Mancio si mette in mostra con un gol al volo su assist di Attilio Lombardo.
Ma la coppia non aiuta nel derby della lanterna, contro un redivivo Genoa che, dopo la vittoria in tale partita raggiunse un insperato quarto posto, nonchè al Sant'Elia di Cagliari, dove un pareggio scalza la banda Boskov in favore dell'Inter di Trapattoni.

Dopo un pareggio contro il Bari, i doriani trovano la testa grazie alla vittoria dello scontro diretto, dove la doppietta di Vialli regala il 3-1 e i due punti che la ri-promuovono.
Tuttavia, gennaio sembra essere negativo per i doriani, che perdono contro Torino e Lecce per poi pareggiare contro la Lazio, finendo in quinta posizione. L'Inter conquista il titolo d'inverno, approfittando delle paturnie delle concorrenti, ma la Samp, dopo aver spiazzato la Roma il 23 gennaio (recupero), inizia una nuova scalata.
Volee sogno
Non volendo certo arrendersi, la squadra di Boskov riparte battendo Cesena e Fiorentina con i gol di Branca, e complice la crisi Juventus, si porta in Zona Champions, sempre più vicina alle milanesi che guidano la classifica.
La Samp è ora scatenata, e infligge sconfitte anche a Bologna, Juventus e Parma, ma alla 23a giornata i liguri vengono fermati sul pari dall'Atalanta, con l'Inter che si convincendo a Pisa.
Sembra che la lotta sia quindi serrata, ma due domeniche dopo Van Basten travolge i nerazzurri nel derby, aiutando la Samp a issarsi di nuovo in testa alla classifica, con un 4-1 al Napoli di Maradona con doppietta di Vialli, gol di Cerezo e Lombardo, prendendo il largo in classifica.

La formazione di Boskov lancerà quindi lo scatto decisivo: dopo aver fermato i cugini nella stracittadina, ecco che arriva il successo in trasferta contro la Roma, grazie a Vierchowod, ed un pirotecnico 3-2 sul Bari. Risultati che permettono di allungare in classifica, complice anche il pari dell'Inter in quel di Napoli.
L'allungo decisivo è il 5 maggio 1991, quando i gol di Dossena e Vialli, che parte in contropiede e si fa tutta la metà campo, battendo Zenga "uscito a vuoto" battono l'Inter e le fanno ipotecare il tricolore.
Tricolore che arriverà 15 giorni dopo, il 19 maggio 1991, contro il Lecce, segnando la storia: i gol di Cerezo, Mancini e Vialli consegnano il titolo nelle mani dei doriani, con conseguente bolgia ed estasi alle stelle.
Un sogno di Paolo Mantovani avveratosi, dopo 12 anni di attesa ed un'ascesa dalla Serie B alla Serie A.


Vialli, capocannoniere con 19 gol, Toninho Cerezo e Ivan Bonetti, festeggiano ossigenandosi i capelli.
Un'impresa mai dimenticata, che segnerà tuttavia l'inizio del declino della società, la quale non vincerà poi altri trofei, tornando in Serie B nella stagione 1998-1999 ma vedendo al contempo passare altri volti noti del futuro, quali Pagliuca, Montella e Seedorf.
E per rivederla battagliera, dovremmo attendere alla stagione 2002-2003, quando una nuova ascesa dalla B alla A la riporterà all'Europa e, negli anni 2008-2010, financo nella nuova Champions.
Ma intanto, l'impresa del 1991, resterà ricordata come la punta di diamante della Sampdoria.
Gianluca Scanu
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